Covid-19 e Smart Working: una sperimentazione su larga scala

FATECI ENTRARE VOGLIAMO LAVORARE!
QUESTA SERA VOGLIO FARE TRE ORE DI STRAORDINARIO!
NON POSSO VIVERE SENZA LE MIE PRATICHE!

Chiariamoci subito: la discontinuità creata dal #CoronaVirus ha causato danni irreparabili e sarebbe stato meglio se il nostro Paese non avesse dovuto affrontare questa emergenza.

Tuttavia la discontinuità di cui sopra ha permesso di portare a galla in modo eclatante una serie di opportunità che se ben gestite nel futuro prossimo potrebbero riservare un avvenire migliore a tanti di noi.

Lo smart working che fino a qualche tempo fa veniva visto più come un benefit che come un’alternativa reale, nel giro di pochi giorni si è trasformato in qualcosa di necessario per poter garantire la continuità perlomeno delle attività di staff e di servizio.

Una necessità che però è riuscita a dimostrare i suoi benefici reali proprio perché, in quanto tale, è stata applicata su larga scala e per un periodo di tempo ragionevolmente lungo.

Non riconoscere questi benefici e sperare che il ritorno alla normalità possa portare con se anche la fine di un futuro diverso da quello che viviamo è in questo senso un atteggiamento retrogrado che denota solo miopia e riconoscimento della propria incapacità di lavorare in un modo che altrove sta diventando la normalità.

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