Warhol Come non lo hai mai visto

Materici, essenziali, efficaci.

Tre aggettivi che a mio avviso ben definiscono i libri della collana “… Come non lo hai mai visto“, l’iniziativa editoriale di Electa dedicata ai grandi artisti del ‘900 di cui questo libro rappresenta la prima uscita. Un esordio che casualmente è coinciso con la mostra di Warhol di cui vi ho parlato qualche mese fa.

Curioso il fatto che abbia acquistato il libro prima di andare a visitare la mostra, ma che poi lo abbia letto dopo essere uscito da Palazzo Reale. E probabilmente, non posso negarlo, parte del giudizio sulla completezza di quest’opera è stato condizionato da quelle due ore di apprendimento intensivo trascorse attraversando i loci ciceroniani del maestro newyorchese. Ritengo tuttavia che in questa iniziativa editoriale ci sia dell’altro.

Il tentativo di coniugare illustrazioni e testo in quello che, nelle intenzioni dell’editore, vuole essere “un racconto visivo” che vede Warhol come protagonista, così come la scelta del formato quadrato e della copertina rigida, rendono questo “Warhol come non lo hai mai visto” ad una prima occhiata più simile a quei libri per bambini che di solito troviamo nei bookshoop dei musei piuttosto che ad un saggio per adulti.

In definitiva però, per poter formulare un giudizio obiettivo, è necessario considerare da un lato l’erudizione che ciascuno possiede in tema di arte (soprattutto di arte moderna e contemporanea), e dall’altro l’approccio didattico moderno, prevalentemente improntato a logiche affini a mezzi di comunicazione più recenti come il cinema e la televisione.

Catherine Ingram (con illustrazioni di Andrew Rae) - /

Catherine Ingram
(con illustrazioni di Andrew Rae)
Warhol Come non lo hai mai visto
(Electa, 2013)
Lo potete acquistare qui…

Molti di noi infatti (e questo è sicuramente il mio caso) si trovano ad affrontare artisti ed opere contemporanee con lo stesso livello di conoscenza e gli stessi strumenti di un bambino, basando il proprio giudizio su di un primo impatto visivo e su di una serie di impressioni estetiche che poco hanno a che fare con una conoscenza precisa e circostanziata della vita dell’autore e degli eventi che hanno contribuito alla sua formazione artistica, alla propria sensibilità e conseguentemente alle sue opere. Come dei bambini (e con la loro stessa apertura mentale mi vien da dire) necessitiamo dunque di essere guidati in un percorso che, prima ancora del museo, ci aiuti a fissare i loci di cui ho parlato qualche riga più sopra.

L’utilizzo di figure paradossali (opera di illustratori di riconosciuta fama come Andrew Rae) che solo in parte restituiscono un’immagine fedele ed oggettiva della realtà (replicando di fatto l’universo immaginifico dell’artista) aiutano in questo senso il lettore non solo a memorizzare quando riportato più approfonditamente all’interno del testo, ma rappresentano in un certo qual modo una sorta di immersione nello straordinario mondo di Andy Warhol, popolato non solo di date e accadimenti, ma anche di oggetti, persone e luoghi che, visti con la lente policroma e distorta dell’artista assumono un significato nuovo, diverso, che trova poi giustificazione ed espressione nelle sue opere e nella loro evoluzione.

In tutto questo il testo rappresenta il vero filo conduttore della vicenda artistica di Warhol, assicurando un adeguato approfondimento dei principali temi legati alla produzione artistica del genio americano grazie anche all’opera di storici dell’arte (come Catherine Ingram) capaci di coniugare l’autorevolezza delle fonti con un linguaggio efficace ed adeguato al contesto. Un collante necessario per poter mettere insieme i pezzi di un puzzle solo apparentemente complicato che diviene, al termine della lettura, uno splendido quadro di cui riusciamo a carpirne il senso al di la del mero canone estetico e della maniera universalmente riconosciuta.

Una piacevole esperienza anche e soprattutto dal punto di vista tattile, che riesce a giustificare ancora (nonostante la rivoluzione digitale degli e-book) la necessità e l’utilità dei libri di carta, e che si avvicina più alla visione di un film che ad una noiosa lezione di storia dell’arte. Consigliata non solo ai neofiti della materia ma anche a chi, nonostante il proprio bagaglio di conoscenze, necessita di una sintesi efficace e di facile memorizzazione.

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