Premio “Talento Innato”

Alessandro – Con lui siamo compaesani, amici e colleghi blogger da un bel po’. A dire il vero lui ha un blog molto più fighetto, da bravo milanese acquisito… però tutta ‘sta fighetteria nasconde una certa sostanza, ve l’assicuro.

Claudio di Filippo dal suo Blog “Personaggio in Cerca d’Autore

Chi mi conosce sa che non apprezzo particolarmente le catene di Sant’Antonio (così come i facili complimenti). Devo dire però che questa iniziativa, nata da una blogger per i blogger, rappresenta un buon pretesto per fare pubblicità a delle persone che a mio parere se la meritano.

Ma non dilunghiamoci oltre. Siete pregati di tirare fuori lo smoking dall’armadio, mettervi seduti al posto che vi è stato riservato, e fare silenzio mentre si spengono le luci in sala e si apre il sipario di questa edizione del “Premio Talento Innato 2014”, che come ogni competizione che si rispetti richiede il rispetto di un regolamento preciso ed inderogabile, al quale siete pregati di attenervi anche voi amici blogger che verrete insigniti di questo singolare e prestigioso riconoscimento. Queste dunque le regole:

1. Utilizzare il logo

Nonostante abbia qualcosa da ridire su questa prima regola (non tanto per la menzione del blogger che ha inventato questo concorso, quanto per l’immagine scelta) mi attengo scrupolosamente alle istruzioni, mettendoci qualcosa di mio.

2. Menzionare chi vi ha nominato

Ho già provveduto a riportare la citazione della nomination all’inizio di questo post.

3. Nominare 10 Blogger, nei quali scorgete la dote del Talento, notificando loro la nomination

1. Claudio di Filippo di “Personaggio in Cerca d’Autore sul conto di Claudio scrivo da parecchi anni in giro per la rete. In lui più che in altri trovo quella scintilla talentuosa che il nostro è stato capace di esprimere in diverse forme, dal blog al teatro ai suoi racconti brevi. Di lui apprezzo particolarmente la capacità di trasformare il poco in molto, di dare senso e ricchezza alla semplicità, e di trasformare la banalità del quotidiano nell’esclusiva ed irripetibile esperienza della vita.

2. Valeria de “La Vale & Her World seconda parimerito, mi fregio di aver contribuito in qualche modo a sviluppare il suo talento di blogger. Talento che ha sapientemente declinato nel suo travel & food blog dedicato ai viaggi del corpo e della mente.

3. Renato Rossi il suo non è proprio un blog, quanto una raccolta della sua produzione mediatica, legata soprattutto ai videogame ed alla sua attività di musicista all’interno della compagine dei “Need Her Liver”. La classica persona che dopo aver letto quello che scrive ti chiedi dove cacchio lo trovi il tempo per poter fare tutto quello che fa.

4. Emiliano “Emix” Ribaudo il Charles Bukowski della Spezia. Il lato pulp dei videogame. Quello che ti dice le cose come stanno senza mezzi termini. Peccato che non si faccia vivo da un po’. Ma dove caspita sei finito?!

5. Alessandro “Doc Manhattan” Apreda se avete avuto il privilegio di vivere la vostra infanzia negli anni ’80 non potete non leggere il suo blog. Il Doc è per molti un faro, un punto di riferimento, l’uomo che ha saputo fare dei propri sogni un mestiere. Quello insomma che mentre tu stai lavorando alla costruzione della grande piramide, lui se ne sta li a leggere fumetti e a giocare con i videogiochi. E poi ti chiedi chi dei due ha sbagliato qualcosa…

6. Paola Guagliumi de “L’arte Spiegata ai Truzzi” bisogna sfatare il mito dell’elitarismo nel mondo dell’arte. Un quadro, una scultura, una fotografia come qualsiasi altro messaggio possono essere spiegati anche a persone apparentemente distanti da questo mondo. Basta usare il loro stesso linguaggio. Questo in fondo è quello che fa l’autrice di questo Tumblr, utilizzando il dialetto delle borgate romane per illustrare di volta in volta un’opera d’arte. Quello che scaturisce da questo esperimento sociale è un blog divertente che tra una battuta e l’altra riesce non solo ad intrattenere il lettore ma anche sintetizzare e trasmettere efficacemente alcuni dei più importanti temi legati alla storia dell’arte, ai suoi maggiori esponenti ed alle tecniche che consentono di produrre ed osservare ciascuna opera.

7. Betty Moore de “Le Malvestite questo blog non è più aggiornato da anni, e di Betty non si hanno più notizie da parecchio tempo. Quello che resta, oltre ai deprecabili commenti dei troll che si sono impossessati di questo angolo di web, è il suo glorioso passato, quando “Le Malvestite” era la versione al femminile del “Cafonal”, l’antologia per eccellenza del malcostume italiano. Ancora oggi, nonostante tutto, attuale, cinico e pungente.

8. Carlotta di “My Own Italy un progetto davvero interessante alla scoperta dei tesori che abbiamo a qualche ora di macchina e che troppo spesso non consideriamo in favore di mete esotiche.

9. Livefast di “Cloridrato di Sviluppina” colorate pillole di pensiero mai banali da assumere almeno una volta al giorno.

10. “Il Milanese Imbruttito il blog di MilanoMilano non si discute. Essere Milanesi Imbruttiti (per dirla col Dogui) non è uno stile di vita: è un teorema!

4. Rispondere alle seguenti domande:

a) Quando hai capito di amare la “scrittura”?

Il mio rapporto con la scrittura è simile a quello che ho con la palestra: quando corro sul tapis roulant sono soddifatto di quello che faccio e provo piacere nel farlo, ma ogni scusa è buona per non andare (salvo poi rimproverarmi di non averlo fatto). Allo stesso modo, mi fa piacere scrivere e rileggere a distanza di tempo quello che ho scritto, ma mi manca ancora quell’assiduità che mi potrebbe permettere di scrivere di più e meglio di quanto già stia facendo.

b) Ti ispiri mai alla tua realtà?

La realtà che mi circonda è lo spunto per eccellenza. Sia per quello che scrivo che per le mie composizioni artistiche. Penso che la realtà sia lo scalpello che scolpisce il nostro carattere ed i nostri pensieri. Viviamo nel reale, e dal reale muoviamo i primi passi verso il mondo dell’immaginazione e dei sogni.

c) Se potessi partecipare e vincere una competizione letteraria o fotografica importante, quale sarebbe?

Senza dubbio il Premio Italo Calvino.

d) In cambio di una ingente somma di denaro, riusciresti a realizzare qualcosa lontanissima dalle tue corde?

Sono solito ripetere che tutto nella vita ha un prezzo, pur non nutrendo una particolare affezione verso gli artisti di maniera. E questo è vero soprattutto quando una manifestazione del proprio estro e della propria immaginazione diviene un lavoro, prima ancora che una modalità per esprimere se stessi.

e) Ami sperimentare?

La sperimentazione e le novità in generale mi permettono di trovare un potente spunto motivazionale. Smettere di fare le cose quando tutti iniziano a farle. Questo dovrebbe essere il punto di partenza per ognuno di noi.

5. Offri qualcosa di inedito alle persone che ti seguono e credono nelle tue capacità.

Quello che segue è l’incipit di un mio racconto inedito che per il momento è rimasto… come dire… parcheggiato. Dategli un’occhiata e fatemi sapere. Magari se vi piace lo riprendo e provo a concluderlo…

Fino a qualche giorno fa ero uno di voi.

Fino a qualche giorno fa ero una persona normale, con un lavoro normale in una città normale. Come tutti voi mi alzavo la mattina per recarmi in ufficio, vedere le solite facce e rincasare quando ormai si era già fatta sera, stanco e con il solo desiderio di mettermi in pigiama, infilarmi le ciabatte e vedere che film davano su Italia 1 mentre in cucina la mia porzione di riso pronto si stava riscaldando. Come molti di voi avevo i miei sogni borghesi, e l’illusione che una laurea potesse essere la chiave per avverarli. Lavoravo dieci ore al giorno sognando un aumento che non arrivava mai. Aspiravo al SUV grigio metallizzato, al villino bifamiliare, alla vacanza in Sardegna in alta stagione.

Fino a qualche giorno fa per l’appunto. Quando il mio capo mi ha chiamato nel suo ufficio, e dopo una doverosa premessa su quanto prezioso fosse stato il mio contributo in azienda ha cominciato a parlare della crisi, delle commesse in calo, delle decisioni irrevocabili, dei sacrifici necessari. Dandomi alfine il benservito.

Capirete bene che con un mutuo da pagare e neanche un Euro messo da parte in otto anni di onorato servizio, le chiacchiere stavano a zero. Bisognava trovare un nuovo lavoro. E non bisognava neanche pensarci su più di tanto. Giornale degli annunci alla mano, ho cominciato a chiamare tutti quelli che proponevano un posto a tempo indeterminato per più di 1.000 Euro al mese. Inutile dire che le opportunità a disposizione erano ben poche e che la competizione era davvero agguerrita.

Ad un certo punto però, proprio quando avevo perso qualsiasi speranza, il mio sguardo è stato attirato da un articolo in terza pagina, nella colonna in basso a destra che recitava così:

“Il Comune di Cernate cerca 1 dipendente da inserire con contratto a tempo indeterminato all’interno del nuovo giardino zoologico autogestito inaugurato la scorsa primavera, con mansioni di guardiania e manutenzione del parco. La ricerca è aperta ad ambo i sessi. Il candidato ideale è in possesso di laurea magistrale o titolo di studio equipollente. Interessante retribuzione e possibilità di carriera. E’ previsto un rimborso spese per il vitto.”

Per quanto non avessi mai fatto un mestiere simile, la proposta ora come ora non era di quelle da buttar via. «E poi» mi sono detto «tentare non costa nulla…».

Non ci penso su più di tanto ed infilo un curriculum dentro ad una busta affrancata. L’ennesima. Qualche settimana dopo però, a differenza delle altre volte, vengo richiamato da una gentile signorina che mi dice di aver ricevuto la mia documentazione e chiede la mia disponibilità ad un colloquio informale presso il Municipio di Cernate per discutere con il Sindaco di una possibile assunzione. «Posso essere li da voi anche domani!» rispondo senza celare più di tanto un entusiasmo ritrovato dopo settimane di angoscia. La vita del disoccupato in fondo non mi è mai piaciuta. Anche se in fondo un po’ di riposo non mi ha fatto male. Ma ora bando alle ciance, andiamo a ritirare il completo in lavanderia, e domani mattina doccia, barba e capelli per arrivare impeccabili al colloquio Chissà chi mi troverò davanti….

Il Comune di Cernate, a 130 metri sul livello del mare, è una ridente località collinare che è riuscita a conservare quel che di antico, o per meglio dire di tradizionale. C’è la piazza del paese con il suo bar ed i vecchi che giocano a scopa sputando e bestemmiando, il droghiere che spazza l’uscio del suo negozio mentre qualcuno poco più in la legge la Gazzetta. Ci sono le comari che parlano un incomprensibile dialetto del luogo ed i bambini che si nascondono alla vista dei genitori dopo aver marinato la scuola. Arrivo al municipio. Dopo qualche minuto di anticamera vengo presentato al sindaco di Cernate. Un simpatico ometto sulla sessantina, alto lungo e profondo 1 metro e cinquanta, con i baffi e il riporto ascellare. Mi fa accomodare nel suo ufficio, pieno di targhe e benemerenze. Sulla scrivania la classica, immancabile foto dell’udienza dal Papa con la moglie ed il figlio fa pendant con lo scrittoio in pelle umana ed un arnese a moto perpetuo. Poche carte in giro, impilate da una parte vicino ad un computer del 1982 (o giù di li) rigorosamente spento.

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