Player One (ready)

Se non lo avete capito voi, l’ho capito io: mi piacciono i libri sugli anni ’80. Quelli che parlano della generazione di ragazzi cresciuti a cavallo di quegli anni, della cultura del tempo e dei manufatti che quest’ultima è stata in grado di generare (non da ultimo i videogame).

Il libro che vado di seguito a consigliarvi è la ricetta perfetta di quanto pocanzi menzionato. Con il particolare decisamente non trascurabile che si tratta di un libro di fantascienza ambientato in un futuro prossimo.

In “Player One” c’è un forte senso di attualità in una vicenda che, vista così su due piedi, avrebbe ben poco di attuale. C’è l’ovvia conseguenza del nostro agire quotidiano. E c’è soprattutto quel desiderio di alienazione dalla realtà che oggi ricerchiamo nei paradisi artificiali di Internet, di Facebook e delle chat, e che in questo romanzo trova in OASIS un’altrettanto verosimile evoluzione.

Un’emozionanante lettura di oltre 350 pagine che scorrono talmente veloci da sembrare poco meno della metà, sorrette da una storia avvincente, convincente (anche se a tratti l’autore è costretto ad intervenire per giustificare alcuni passaggi sui quali, giustamente, il lettore nerd potrebbe avere qualcosa da ridire) e ricca di colpi di scena.

Ernest Cline - /

Ernest Cline
“Player One” (Isbn)
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La narrazione in prima persona ci porta a vestire i panni di Wade Watts, a vivere come in ogni racconto epico che si rispetti la saga dell’eroe sfigato che si scopre eroe a sua insaputa e che deve usare il suo potere a fin di bene, contrastando il cattivo di turno: la IOI (pron. aioai), una perfida corporation senza scrupoli che mira ad acquisire l’eredità non tanto spirituale quanto economica di James Hallyday, una specie di Mark Zuckerberg che ha creato OASIS, un mondo virtuale così ben strutturato e verosimile da rappresentare un valido rifugio dalla realtà.

E proprio il tema del rifugio, del nascondiglio, dell’alienazione da una realtà ormai troppo difficile da vivere, rappresenta il leitmotiv di un racconto che esce ed entra dalla realtà virtuale, senza mai confonderle, a cavallo tra fantascienza e memorabilia di un’epoca che, in quanto cara ad Hallyday, fa da sfondo a quella che è la gara per aggiudicarsi la sua eredità e, indirettamente, per ottenere il controllo e la gestione di OASIS. Una specie di caccia al tesoro che richiede impegno, dedizione, ma soprattutto una maniacale conoscenza degli anni ’80 e dei suoi prodotti mediali, dai videogiochi ai telefilm, passando per la musica ed il cinema. Una miniera d’oro insomma per chi, come me, quel decennio lo ha vissuto e ne serba un gran bel ricordo.

Non mancano (per completare la ricetta) un’amicizia per la pelle ed una storia d’amore, entrambe singolari nel loro essere così virtuali e tradizionali al tempo stesso, oltre che una serie di trovate scenografiche e di coup de théâtre che ti aspetteresti solo in parte. Ma poi va a finire che se vi parlo ancora di questo libro vi svelo troppe cose e non lo leggete più…

Vi consiglio di consumare questo racconto qua e la, quando e come capita come ho fatto io. Per quanto apparentemente snervante, ciò contribuirà a conferire quel tono di urgenza e di instabilità a cavallo tra il mondo reale che state vivendo e quello virtuale che state leggendo. Lo stesso tono che, sono certo, ritroverete all’interno delle pagine di questo libro.

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