Lezioni di storia

Per capire chi sia Nicolò Zuliani (in arte Nebo) e che cosa voglia dire acquistare (e leggere, si spera) un suo libro, bisogna prima dare un’occhiata al suo blog Bagni Proeliator. Questo sempre che il vostro firewall non cominci a lampeggiare come un albero di Natale, vittima di quel pressapochismo che lo porta (lui come parecchi esseri umani) a fermarsi al contenuto del titolo della home page per gridare allo scandalo e affibbiare l’etichetta di “porcheria” a qualcosa che invece, prima di essere giudicata, andrebbe esaminata con maggiore attenzione.

Nicolò Nebo Zuliani - La storia la fanno gli idioti (Limited Edition, 2014).

Nicolò “Nebo” Zuliani
La storia la fanno gli idioti
(Limited Edition, 2014)
Lo potete acquistare qui…

Per lo stesso principio, prima di gettare questo libro nel bidone della spazzatura, bisognerebbe dargli una chance, diffidando da un esordio al limite del verosimile che da l’idea (nonostante la garanzia posta in premessa) che si tratti di una cronaca di avvenimenti di pura invenzione dell’autore o che comunque il nostro ci abbia decisamente ricamato sopra. E invece…

E invece aprendo le pagine di Wikipedia relative a quei particolari eventi storici (che non vi svelo quali siano perché sarebbe come dichiarare l’assassino all’inizio di un giallo) si scopre che la maggior parte dei fatti riportati nei capitoli di questo libro sono espressamente menzionati (e dunque confermati). E al di la di questo, bisogna comunque ammettere che prima che le raccontasse Nebo, certe storie non erano così divertenti (oltre che sconosciute ai più).

In un certo qual modo è come se la storia, prima che Nebo riportasse alla nostra attenzione questi accadimenti, avesse voluto fare in modo che non ce ne accorgessimo di certi pazzi, megalomani o semplicemente idioti (come riporta il titolo) a cavallo tra il coraggio, lo sprezzo del pericolo e l’insanità mentale, capaci più di altri di posizionarsi in basso a sinistra nella famigerata matrice di Carlo Cipolla. O che perlomeno avessimo dato un je ne sais quoi di dignità ad imprese che, viste oggi con il dovuto distacco, ti pongono di fronte ad un solo interrogativo: perché?

Nei confronti di eventi come questi, già di per se rocamboleschi, Nebo rappresenta una sorta di lente colorata che ne enfatizza la tragicomicità al punto da renderli quasi attuali, pur preservando certi elementi di contesto tali da far sembrare il tutto un film demenziale ad altissimo budget. Quel che è certo è che, ancora una volta, la storia (così come la cronaca) è sempre il risultato dei fatti che accadono e degli uomini che li raccontano. Che raccontare significa anzitutto comunicare. E che le storie che si ricordano sono quelle che riescono meglio di altre ad entrare in quel cerchio dell’empatia che ci mette in ascolto del nostro interlocutore. In questo senso, Nebo riesce a stabilire un dialogo anche con chi la storia non l’ha mai voluta ascoltare, con chi finora aveva pensato che non fosse abbastanza interessante o con chi riteneva che si trattasse solo di un noioso elenco di date e persone.

Dentro questo libro, proprio per i motivi appena menzionati, c’è tanto materiale da poterci tirare fuori non solo un efficace libro di storia, ma anche un monologo teatrale o (perché no) il film demenziale di cui sopra che ti gira in testa mentre scorri quelle pagine che, per quanto valgano il prezzo pagato per averle, sono sempre meno di quelle che vorresti.

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