“Le tedesche dell’Est” (di Gianni Micheloni): La meraviglia della poesia monovocalica 3

Nelle sere serene tenterete le tenere
tette delle tedesche dell’Est.

Belle! che men belle vedreste le dee
delle terre egee
che Venere fe’ pregne.

Belle! che né le spegne
l’ente demente che le regge
né l’ente demente che le resse.

Le vedrete nelle sere terse
sperse per Fregene
veder gente che spende
per le cene e per bere
per le cene, per Mercedes e feste,
per le sete e le perle.

Le cercherete e le vedrete meste
receder celermente nelle tende:
leste per essere
deste per le sette.

E mentre Fregene geme
per le tremende cene,
vedrete le tedesche
belle fresche,
le ex-DDR ex-tenere,
tenere le vele tese e perfette
per mete deserte.

E remerete per le stesse mete
e per le stesse mete
perderete semestre e semestre
ed esse men che mese.

E per rendere men severe
le svelte estere dee
pelerete le mele e le pere e le pesche
e pescherete le perle
e per le tremende tempeste
perderete ceste, rete
e perle nere e pesce.

E tenterete le men belle e le men pretese
delle tedesche megere che credeste leggere
e prenderete delle belle sberle
e del fetente.

Ebbene, belle merde,
prenderete men sberle
se tenterete
né tedesche, né greche
e le belle dell’Est
le cercherete ceche!

Gianni Micheloni – “Le tedesche dell’Est”

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