[Guest Post] Cosa significa la parola inglese ‘TA’? (by La Vale)

La sezione Guest Post di questo sito si arricchisce di un nuovo contributo.

La blogger che vado di seguito ad introdurre è una mia carissima amica, da qualche tempo “emigrata” in Australia. Una persona che ha viaggiato e viaggia tanto, che ha vissuto e vive all’estero da molto tempo e che forte delle sue esperienze e della sua sensibilità ha dato vita (un po’ per sfida e un po’ per gioco) a “La Vale and Her World“, un blog che fa del cosmopolitismo la sua arma vincente.

Scritto in tre lingue diverse (inglese, italiano e spagnolo) questo angolo di web è pieno di spunti interessanti frutto delle esperienze personali che Valeria desidera condividere con i suoi amici ed i suoi lettori. Un segno di prossimità in questo villaggio globale di cui Valeria, con i suoi post, mostra di esserne cittadina a tutti gli effetti.

E proprio perché non vogliamo farci mancare nulla, il post che segue (qui pubblicato in anteprima nella sua versione italiana) sarà presto disponibile sul sito di Valeria per gli amici anglofoni e ispanofoni. Vediamo dunque che cosa ha da raccontarci la nostra inviata dall’Australia. Vale, a te la parola.

Alessandro

La vita, a mio parere, è un viaggio pieno di cose nuove. Non solamente cose vitali, particolarmente complicate o di alto livello culturale, ma anche cose semplici come la parola ‘TA’. Settimana scorsa vi ho parlato di un’altra mia scoperta, molto dolce, e cioè il ‘Friand’ o ‘Financiere’ in francese.

TA è un’altra parola che ho imparato in Australia, questa direi più lentamente. Sì perché la prima volta che l’ho sentita è stata alla palestra yoga dove avevo iniziato ad andare qualche settimana dopo il mio arrivo a Melbourne, e cioè lo studio Yoga e Pilates ‘Breathe’.

Circa 10 anni fa’ avevo provato per la 1° volta yoga proprio in Australia, quindi, mi sembrava che fosse un segno il trovare la pubblicità di uno studio Yoga e Pilates per riprendere. E a maggior ragione visto i buoni ricordi di benessere e calma interiore che mi trasmetteva, oltre ad essere una disciplina che mi piaceva molto.

Il tutto è iniziato quando una volta ho consegnato la tesserina col codice a barre per accedere alla lezione di yoga che avevo prenotato e dopo un “Hi”, da parte mia, ho ricevuto indietro in risposta un bel “TA”. Perplessa sono andata a cambiarmi ignara di cosa volesse veramente dire la parola. Vista la mia tendenza a rendere sempre più bello e fantasioso cio’ che non conosco, ho subito pensato che fosse una parola da ‘Yogi’ per trasmettere energia positiva, calma, una sorta di parola in codice che presto avrei scoperto. Mi ero ripromessa di guardarne su internet il significato. Ma, come spesso poi accade, ripetutamente mi sono dimenticata, avendo in testa 1000 cose, essendo nuova cittadina di Melbourne e con tante cose da scoprire.

Poi pero’ ho risentito quella misteriosa parola anche da altre parti, come al cinema, in alcuni negozi, ed ho iniziato a pensare che potesse significare ‘Thank you’, e cioè grazie.

Allora mi sono spinta, vincendo la pigrizia, ma soprattutto facendo uno sforzo di memoria, a guardare su internet, dove ne ho avuto la conferma. E’ infatti una forma infantile o colloquiale di dire ‘Thank you’ e viene normalmente usata con le persone con le quali si ha confidenza o in Australia, dove sono tutti piuttosto cordiali e amichevoli, più del normale.

Beh, devo dire che non è proprio male continuare ad imparare cose nuove. E trasferirsi all’estero, anche solamente per un’esperienza, ti obbliga o ti mette nelle condizioni, dipende da che punto si voglia guardare la cosa, di dovere imparare cose nuove come nuovi usi e costumi, parole nuove, abitudini diverse dalle nostre, insomma ti aiuta a spingerti oltre e mantenere allenato il nostro cervello, e molto spesso divertendosi! Consiglio a chiunque, quindi, di passare un po’ di tempo all’estero, o in nuovo posto in Italia, dove si preferisca, dipendendo dai propri interessi, che siano viaggi, una lingua straniera, una disciplina praticata in una particolare parte del mondo.

Oltre a viaggiare, che è fantastico, consiglio di vivere qualche settimana almeno in un posto e provare ad ambientarcisi, è un esercizio utile per non impigrirsi, scoprire ed imparare qualcosa di nuovo, arricchirsi e imparare anche qualcosa di nuovo su stessi. Il tempo, per esempio in un nuovo paese, assume una nuova dimensione e ti offre il lusso di pensare, riflettere e magari la voglia rimettersi in gioco.

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