Cut YOU IN (o dentro o fuori) Vecchi miti e nuove categorie

Qualche amico artista ce l’ho anch’io. Spesso si tratta di musicisti. Più raramente di fotografi. Stavolta è il turno di un pittore. Un pittore / poeta / cantante per l’esattezza, che ha da poco esordito al Bartes di Ancona con una mostra personale dal titolo “Cut YOU IN (o dentro o fuori) Vecchi miti e nuove categorie” che vi illustriamo nella galleria fotografica qui di seguito (cliccate sopra le immagini per ingrandirle).

Lasciamo dunque spazio alle immagini e al commento dell’autore. Enjoy.

La negazione del colore è lo spazio concettuale in cui vive il bestiario di stereotipi che compone il progetto grafico “CUT YOU IN”; dove il grigio (unica sfumatura possibile) è la lingua morta del mito e dell’indefinibile, mentre il bianco ed il nero le uniche categorie riconoscibili.

La costruzione dell’immagine si fonda sul rapporto fra linea e spazio, fra vuoto e pieno, in una riproposizione del carattere come “pattern”, come la glossa del linguaggio del video, la “definizione” che corre su una iperbole incoerente.

Bianco-nero, vittoria-sconfitta, premio-pena, successo e fallimento sono categorie che non ammettono sfumature, bensì il raggiungimento di una sincresi culturale riferibile alla summa wikipediana del vero e del falso.

I soggetti sono piegati all’evoluzione di solidità digitali, strutture virtuali che si impongono fra 0 e 1 crashando, negando ogni misura, ogni intermedio.

Vecchi miti obsoleti convivono tra i pezzi della scena cattolico-latina, in uno scenario di inettitudine e caos quale quello del moderno mediterraneo

Diego Giannini

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