Audiolibri & Radiodrammi

L’occasione per parlarvi della mia passione per i radiodrammi e per la narrazione sonora giunge assieme a questa iniziativa che Radio Rai 3 sta promuovendo per celebrare i sui 60 anni di attività.

La manifestazione dal titolo “1950-2010 SEMPRE NUOVA RADIO3 – UNA FESTA LUNGA UN MESE – I RADIODRAMMI” propone agli ascoltatori un’inedita serie di radiodrammi live dagli studi radiofonici di Via Asiago, così come cita la locandina:

La radio è il centro intorno al quale si sviluppano i quattro radiodrammi che Radio3, per festeggiare i suoi primi sessant’anni, ha commissionato ad alcuni tra i migliori talenti della narrativa italiana – Giosuè Calaciura, Carlo D’Amicis, Nicola Lagioia , Chiara Valerio – anche collaboratori abituali di Radio3, alcuni in voce, altri dietro le quinte, alcuni recenti ed altri di lungo corso, tutti conoscitori delle regole, dei segreti, delle insidie e delle potenzialità del mezzo radiofonico.

Le serate in diretta dalla Sala A di via Asiago sono affidate a due registi della nuova generazione teatrale: Lisa Ferlazzo Natoli e Francesco Saponaro.

Nessun montaggio in studio, nessuna post-produzione, ma tutto rigorosamente dal vivo, come un concerto o uno spettacolo teatrale che avvengono in un luogo e in un momento stabiliti. Una modalità di produzione che vuole catturare dal vivo le potenzialità e l’originalità di un “genere”, quello del radiodramma, da esplorare e rivalutare.

Dicevamo della mia passione per i radiodrammi, che di recente si é estesa (per affinità del mezzo) anche agli audiolibri. Una passione che nasce come evoluzione in formato adulto delle famigerate audiocassette delle “Fiabe Sonore” che hanno allietato l’infanzia della mia generazione.

Di quel periodo molti personaggi ed altrettante storie sono rimasti impressi nella mia memoria. Ma forse, ho cominciato realmente ad apprezzare la suggestione creata dai racconti in cassetta grazie all’ascolto di un nastro che nel 1985 veniva venduto in allegato a Topolino per promuovere la nuova linea di giocattoli della Mattel. Si chiamava “Big Jim e la sfida dei Supercriminali”. Qualcuno é riuscito a portare in digitale una di quelle cassette superstiti. Il risultato potete apprezzarlo qui di seguito (cliccando sul pulsante Play):

[audio:http://www.bigjimforum.com/audio/sfida%20criminali.mp3|titles=Big Jim e la sfida dei Supercriminali]

Seduto sul pavimento della mia cameretta, con le cuffie nelle orecchie, mi bastava chiudere gli occhi per vedere quelle voci e quei rumori materializzarsi man mano che la descrizione degli eventi narrati passava sotto le rotelle dentate del mangianastri e i numeri bianchi e neri del contatore proseguivano lentamente la loro corsa. Era qualcosa di più che leggere un libro. Non si dipendeva del tutto dalle esperienze fatte fino ad allora. E sicuramente non risentiva degli stessi condizionamenti che si hanno quando si guarda un film in televisione, dove la rappresentazione dell’autore non lascia adito a libere interpretazioni.

In età più adulta, la narrazione di sceneggiati e la riduzione radiofonica di racconti e pezzi teatrali mi hanno tenuto compagnia in auto, nei bui rientri dalle notti trascorse in compagnia degli amici, o in camera mia mentre sdraiato sul letto non riuscivo a prendere sonno. C’era un che di fascinosamente retrò nell’ascoltare quelle storie che giungevano, piacevolmente inaspettate, nel bel mezzo dello zapping radiofonico tra un’emittente e l’altra. Non sono stato (e non lo sono tuttora) un assiduo e fedele ascoltatore, ma mi piace ogni tanto (specie in situazioni come quella appena descritta) apprezzare una storia ben scritta, la bravura degli interpreti che con le loro voci danno vita ai vari personaggi, la perizia dei fonici che con l’effetto giusto riescono a ricreare l’ambiente in cui si svolge la narrazione e dei rumoristi che grazie alle loro trovate geniali aggiungono il tocco finale ad un quadro già di per se appassionante.

Infine l’audiolibro, stretto parente dello sceneggiato radiofonico, che nonostante fosse già in circolazione da prima dell’avvento dell’mp3 e dei supporti digitali, ha avuto in seguito a questi fenomeni un’ulteriore spinta promozionale. Iniziative come “Il Professionista” di John Grisham proposto da Mondadori, o “Il nipote del Negus” letto da Camilleri ad opera di Sellerio, e prima ancora l’avvincente collana de L’Espresso mi hanno permesso di apprezzare questa forma di diffusione del pensiero letterario, che in parte integra ed arricchisce l’esperienza della lettura del libro.

Ed anche se da una parte, come accade per le favole raccontate ai bambini, il consumo di queste opere riesce a coadiuvare il sonno (sconsigliandone dunque l’utilizzo prima di andare a letto), é altrettanto vero che l’ascolto dei radiodrammi aiuta ad affinare quel senso del bello verso la manifestazione acustica di una forma d’arte, troppo spesso (e ingiustamente) tralasciato da questa società delle immagini.

Stasera mi sintonizzerò su Radio3. Provate anche voi. E fatemi sapere…

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