A proposito di cultura, sviluppo e tante altre cose simpatiche

Occorre una vera rivoluzione copernicana nel rapporto tra sviluppo e cultura. Da “giacimenti di un passato glorioso”, ora considerati ingombranti beni improduttivi da mantenere, i beni culturali e l’intera sfera della conoscenza devono tornare a essere determinanti per il consolidamento di una sfera pubblica democratica, per la crescita reale e per la rinascita dell’occupazione.

Inizia così il Manifesto per la cultura de “Il Sole 24 Ore Domenica”, che vi invito a leggere e che, tra le altre cose, porta anche la mia firma. Non che ciò aggiunga valore al tutto, ma tant’è…

Il motivo di tale adesione è sintetizzato nell’e-mail che ho inviato ai redattori del manifesto e che di seguito vi riporto:

Aderisco a questo Manifesto per tante ragioni. Ma soprattutto perché credo che mai come ora la cultura possa essere la base per una rivoluzione pacifica che possa permettere a tuitte le nazioni (in primis alla nostra) di uscire da questo momento di crisi non soltanto economica.

Da alcuni anni ormai sto portanto avanti sul mio blog (http://www.mantini.net/) una campagna a favore dello sviluppo di una cultura, o se preferite di un senso estetico che oggi come oggi a mio avviso non è sufficientemente sviluppato e diffuso. O perlomeno non al punto tale da permetterci di poter apprezzare in modo critico e consapevole gran parte dei fenomeni che accadono intorno a noi. E’ di questo che abbiamo bisogno. E la buona notizia e che, al di la dei giusti provvedimenti di promozione della cultura che voi auspicate, tutto questo è a portata di mano per molti di noi. A patto però che ci sia da parte nostra un coinvolgimento, una voglia di scoperta e di riscoperta di cose che per essere apprezzate richiedono una buona dose di impegno e passione. E il superamento talvolta di alcuni preconcetti con cui di fatto riduciamo la nostra vita ad una serie di cliché all’interno dei quali giriamo come dei topolini in gabbia.

Abbiamo bisogno di cultura per poter godere appieno di una lettura di Dante che su Internet costa molto meno di un volgare romanzetto di quinta categoria. E della stessa cultura abbiamo bisogno per non addormentarci di fronte ad una pièce teatrale meno banale di una coscia scoperta esibita da una soubrette in una trasmissione televisiva. Ed è sempre la stessa cultura che ci potrà permettere di affrontare transizioni economiche, tecnologiche e politiche complesse e al contempo cruciali senza che ci vengano imposte da qualcuno che non siamo noi.

Insomma, mi sento di stare dalla parte di chi promuove la cultura. +1 per IlSole24Ore.

Alessandro Mantini

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