100% risate genuine

Il pubblico di alcuni teatri (specie di quelli con una programmazione più “commerciale”, mi si passi il termine, che sfrutta il traino di nomi noti della televisione) a volte, proprio in virtù della qualità degli attori e degli spettacoli cui è avvezzo, non ama particolarmente scommettere su cose di cui non ha mai sentito parlare o che comunque non conosce almeno per sentito dire.

Capita allora che in occasioni come quella che vi sto per raccontare la sala venga riempita per metà, e che chi ha prenotato i posti in fondo si trovi con suo inatteso quanto gradito piacere a godere dello spettacolo dalle prime file. Come è successo quest’oggi, complice anche il tempo particolarmente clemente che ha permesso alla maggior parte dei milanesi di inaugurare la stagione delle gite fuori porta al mare, al lago o in montagna.

E mentre dunque mezza Milano era fuori a godersi i primi scampoli di primavera, l’altra metà si è fatta quattro sane risate con questo spettacolo dal titolo “100% Tricicle” ad opera dell’omonimo terzetto Tricicle 2.

Laura Graziosi in /

In pochi forse prima di entrare in sala erano già a conoscenza dei successi di questa compagnia e dei suoi spettacoli che da più di trent’anni intrattengono il pubblico di tutto il mondo e che in “100% Tricicle” si incontrano in una sintesi davvero ben costruita. Una vocazione universale che trova le sue radici in una comicità senza parole che garantisce, a detta sua, “una risata ogni dieci secondi“.

Ora, non sono stato li con il cronometro in mano per appurare che la promessa (per quanto impegnativa) fosse stata mantenuta. Quello che posso dirvi però è che Eduard Méndes, Xevi Casals e Gerard Doménech (i tre artisti spagnoli che compongono i Tricicle 2) sono i tenutari di uno stile recitativo che richiama non solo l’arte dei mimi ma anche quella dei saltimbanchi. I loro sketch, allestiti con una sedia e poco altro, pur prendendo spunto da episodi di vita quotidiana hanno in se quel costrutto clowneristico che al giorno d’oggi, con la crisi dell’arte circense e di strada, rischia di scomparire. Un pezzo di cultura insomma che, grazie a spettacoli come “100% Tricicle“, riesce a sopravvivere trovando rifugio nei teatri di tutto il mondo.

Ma al di la di qualsiasi logica di preservazione del merito artistico, “100% Tricicle” resta in primis uno spettacolo comico godibile e leggero, che per la natura stessa dei temi trattati non si scontra mai con la sensibilità del pubblico,anche se in alcuni momenti l’interazione con gli spettatori diviene talmente coinvolgente e tangibile che risulta difficile estraniarsi dal contesto. Ma in fondo, se così non fosse, più che di teatro probabilmente staremmo parlando di televisione.

Si ride dunque. Di quelle risate pulite, a kilometri zero, che non sono generate ne dalla battuta volgare ne dal fine commento sarcastico. Le stesse che si facevano una volta, da bambini, quando si andava a vedere il circo o si vedeva un film muto. Un ridere che è un po’ come mangiarsi una pizza fatta in casa dopo anni di impasti surgelati e rinomati franchising a produzione industriale.

Consiglio dunque a chi si trovasse in abbonamento questo spettacolo di non storcere il naso, di venire a teatro e di mettersi comodo a gustarsi senza pregiudizio alcuno due ore di comicità che, una volta consumate, sembreranno poco più di mezz’ora. Con la gradita sorpresa, a spettacolo concluso, di ritrovarsi nel foyer i tre artisti e di potergli stringere la mano per tutto quello che si è detto finora.

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